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Poesia in codice

 
POESIA IN CODICE
 
 
”Sul filo delle mie radici”
 
olio su tela foglia d’oro pasta acrilica radici
di R. Ruffini
 
 
 
Sito di divulgazione culturale dove poesia e arti visive viaggiano in simbiosi.

Arti visive dove una forma può rappresentare solo un pretesto e dove può convivere tutto-dall’astratto all’onirico -come la poetica che ogni esecutore può intendere in termini non strettamente formali, ma personali.

*So che non esiste un’arte moderna, ma un’arte che è sempre la stessa perenne.
*Del resto gli artisti nuovi creano da soli e per se stessi..
*Fate in modo di vedere ,se ne siete capaci, dentro l’opera d’arte
*Io dipingo la luce che emana da tutti i corpi
*L’arte non può avere un fine utilitario

Egon Schiele

Un grazie agli artisti e poeti che hanno dato la disponibilità alle loro opere e scritti.

” Immagini e contenuti di questo sito sono di proprietà di chi li ha prodotti.”

©

 

 
 
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Andros ‘ We’re All In Fine Format’

Resin and terracotta – 6x7x6″ each – 2017

Gocce per far traboccare vasi
Drops (straws to break the camel’s back)

Sculpture by Andros – Scultura di Andros
Resin and terracotta  – 6x7x6″ each – 2017
https://www.androsophy.net/

‘La voglia di imporsi nel flusso delle cose, di gridare “io esisto, e non mi avrete!”
Il desiderio di lasciare un segno, un messaggio nella bottiglia, che probabilmente nessuno potrà mai aprire. Quelli che accettano il falso perché così dicono tutti, scandendo il tempo e il suo ritmo anche per quelli che hanno ancora la forza di pensare, e se il caso di dissentire.’

Andros

.

Andros l’ho conosco da più di 15 anni . E la nostra conoscenza è stata principalmente nel condividere alcune realtà che girano intorno al mondo dell’arte e su ciò che ci circonda, dove non tutto è cristallino e far emergere la verità a volte diventa un boomerang per se stessi.

L’unico errore che ha fatto Andros, se errore si può chiamare o forse è più appropriato dire eccesso di affetto, è stato quello di pensare che la sua ”VERA” amante di una vita ‘ l’ARTE’ lo avesse tradito. Cosa che non è stato perché se mai è stato il sistema dell’arte ad averlo tradito.

Una vita spesa per l’arte , in tutto quello in cui ha creduto sinceramente, con grande onestà intellettuale e nel momento in cui si è sentito oppresso da certi circoli ufficiali dove all’inizio ci imbattiamo un po’ tutti e dalle non verità che spesso li contraddistinguono, si è dissociato scegliendo un percorso durissimo, fatto di sacrifici di ogni genere, senza mai chiedere supporto a nessuno, proprio per il suo modo di essere.

In un momento di fragilità fisica, emotiva e mentale, un pensiero maledetto lo ha portato a pensare che avesse sbagliato tutto nella vita. Cosa non vera perché ci fossero artisti come lui, con la stessa onestà intellettuale e sincerità, il mondo dell’arte sarebbe diverso. E tanti critici, galleristi veri o presunti , affittacamere ecc. ecc. e quant’altro, dovrebbero cambiare mestiere, perché se non ci fossero artisti che spesso si fanno manipolare, ben contenti di farsi manipolare, non esisterebbero neppure loro.

Andros ed io abbiamo sempre avuto un grande rispetto per la nostra privacy. Quello che soprattutto a me interessava, ma credo anche a lui, entrare in quella sfera mentale fatta di onestà intellettuale, di come opera un artista magari diverso da te nel modo di eseguire, di come sviluppa pensieri, creazioni e sperimentazione delle materie e materiali anche fuori dai canoni tradizionali soprattutto costosi, mettendo il suo sapere a disposizione di tutti quelli che gliene facevano richiesta. Andros rappresentava tutto questo.  E spesso mi e capitato di osservare che la riconoscenza , magari solo un grazie, a molti veniva difficile da dire.

Mi raccontava che era curioso come una scimmia per quanto riguarda tecniche sperimentazioni ecc. Tutto il resto, come d’altra parte anche a me, non interessava. Si arrabbiava solo quando qualcuno metteva in discussione la sua sincerità e la sua onestà intellettuale.

Il gossip sulla vita di un artista non dovrebbe interessare, ma dovrebbe interessare quello che produce o pensa . Un vizio tremendo che lo vediamo anche riferito ai grandi artisti deceduti. Si fanno mostre mettendo in evidenza prima la vita di un artista , con gli eccessi o presunti eccessi ( che nel corso dei secoli potrebbero anche non essere del tutto fedeli dai vari passa parola) e poi seguono le opere dell’artista senza nessuna precisazione di tecnica o altro.

Siamo ridotti proprio male.

Lui era veramente un artista per la vita che ha condotto, per quello in cui ha creduto. Non era uno di quelli , e ce ne sono tanti, che si infila una tutina di artista alla mattina, sofferenza e fatti personali inclusi per rendere più credibile il tutto, per poi sfilarsela alla sera come attrezzo da lavoro e ….di commercio.

Personalmente mi sono sempre sentita in difficoltà nei suoi confronti, per la sua cultura , per il suo vissuto fatto di privazioni e per vivere una condizione di vita decisamente migliore della sua. Quindi non ho nessun merito nel portare avanti delle idee che a volte erano anche sue. All’inizio abbiamo avuto delle incomprensioni sul termine ‘artista’. Io affermavo che il termine al giorno d’oggi non aveva alcun senso e che essere artista era principalmente ‘una condizione dell’essere’, anche perché guardandosi in giro l’abuso del termine era evidente. Lui invece rivendicava il titolo a tutto tondo, e poi ho compreso che aveva ragione lui dal suo punto di vista e di vita reale, di privazioni e di duro lavoro circoscritto solo al suo interesse principale : l’Arte. Un vita che pochi sarebbero stati in grado di vivere.

Non solo artista, ma ‘grande artista’. E questo termine, tutti quelli che lo hanno conosciuto glielo devono riconoscere.

Parola d’artista ed. speciale su Andros

E’ giusto che ognuno abbia la propria opinione e visione su un artista per come l’ha conosciuto e nel rispetto dell’artista stesso . Nella speranza che questo sia, faccio un reblog consentito dallo stesso sito con il pulsante medesimo . In seguito posterò un mio personale pensiero per come ho conosciuto Andros.

EVUZ ART

Riportiamo con grande piacere una recensione di Roberto Comelli che ha partecipato a “Parola d’Artista – D’amore e d’arte” dedicata all’arte, e in particolare all’Opera omnia di scultura recentemente pubblicata, del nostro ex Vicepresidente Andros, che ci ha da poco lasciati.
Giuse Iannello ha introdotto la serata, Elisabetta Ubezio ha letto alcuni brani inediti dell’autobiografia incompiuta di Andros, Valerio Incerto le ha coordinate.

ANDROS – UN ALCHIMISTA ESPRESSIONISTA
ALLA CORTE DELL’ASSOLUTO
Creazione e tragedia in una vita d’artista
diRoberto Comelli

“Tutta l’arte degna di questo nome è in relazione con l’assoluto, cioé con la vita e con morte”. Nella secolare semioscurità della Strada sotterranea del Castello, mentre attendo che abbia inizio l’evento organizzato dall’AssociazioneEvuz Artper ricordare l’artista Andros, mi torna alla mente questa affermazione di Mark Rothko, uno dei più grandi pittori contemporanei, scomparso togliendosi la vita nel 1970. Penso che, rispetto a questa serata, le parole…

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Ontani e la statua “delle polemiche” installata a Vergato

http://www.artemagazine.it/dal-territorio/item/9173-bologna-ontani-e-la-statua-delle-polemiche-installata-a-vergato

https://notizie.tiscali.it/cronaca/articoli/ontani-statua-vergate/

Quello che sta succedendo circa la statua di Ontani a Vergato la dice lunga sullo stato mentale di certi personaggi. Non possiamo neppure attaccarci alla mancanza di cultura perché così si rischia di offendere gente che magari non ha cultura, ma ha anche una forte sensibilità e rispetto verso quello che non comprende e cerca di capire attraverso l’osservazione e elaborazione mentale . A parte lo sterco con cui un ‘genio della stupidità’ ha imbrattato la fontana e il municipio, mancava pure uno pseudo esorcista farlocco… Più di così non so dove potremmo arrivare . Il fondo l’abbiamo già toccato!

Ontani è un artista visionario e che spesso si ispira alla mitologia. Questa mattina ho sentito una sua intervista e francamente costringere un artista a spiegare il suo lavoro dove il marcio è altrove non mi è sembrato neppure giusto. I mostri li abbiamo tutti e si annidano anche nelle menti dei fruitori senza contare manipolazioni di altro genere che mi rifiuto di commentare…..

Casa museo di Andros +Instant Art – Painting

Spero davvero che la casa -museo di Andros non venga smantellata…

In ricordo di un grande artista la cui onestà intellettuale appartiene a pochi.

 

casa museo

casa museo

Andros: Instant Art – Painting – Dipinto

 

 

‘Prima dell’ultimo respiro’ Amazzonia+Márcia Theóphilo poesie

EPSON DSC picture

Amazzonia ‘ Prima dell’ultimo respiro’

scultura di creta dipinta ad olio ed altro…

di Rossana Ruffini

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Io sono pietra e vivo in ogni angolo
Sono un uccello e non conosco l’inverno.
Sono aria, acqua e vengo dalle viscere della terra.

Io sono vivo e voglio che lo sappiano
l’umido della pioggia, il calore e la frescura del vento.

Sono un uccello che vola solo perché è tutto.
Sono il frutto d’un albero.

Márcia Theóphilo – 1976

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http://www.marciatheophilo.it/

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Lucidità nel cammino vegetale

Nel cielo d’amaranto il silenzio

oscura la luce, vento tiepido

col suo odore fiorisce la selva

il corpo verde trema e ricopre il dolore.

La tempesta abbraccia animali

l’uragano abbraccia le rovine

disseta la foresta               

e lo sterminio non cessa.

La nostalgia è memoria, materia immutabile

il nostro sangue sulla piazza

dà colore alla festa.

Gli indios Caetès e Tupinambàs

fuggirono verso il Maranhão

furono i primi ad entrare in contatto

col colonizzatore: non sopravvivono.

Ma i Tupinambàs credono nel ritorno dei morti 

cuore di questo popolo, corrente del fiume

quando un combattente era ferito

da una freccia, la strappava

coraggiosamente dal corpo, la spezzava

mordendone i pezzi. Pulsano e vanno

vanno, attraversano il territorio

fino alle sponde del fiume Madeira.

Abbracciano le curve sinuose del fiume

fino a raggiungere l’Araguaia.

Fuggono la schiavitù. Finché possono

muovono braccia e gambe, lottano

senza indietreggiare, senza dare

le spalle, proseguono fino al Tocantins

segnali di pericolo, di mutamento

lucidità del cammino vegetale                     

che mostra i fiumi della salvezza

nell’utero verde un gemito si nasconde

le lune non mutano, passano molteplici

le acque veloci, vedo nascere

tra pelami e rugiade mattutine

l’animale re, la divinità Giaguaro

germoglia nel suolo notturno

sul finire di queste sere, nella foresta.

Gli animali vivono nel mio poema verde. 

Sfiorano le radici e ti raggiungono

e la terra morta della foresta bruciata

oltraggiata torna ai suoi esseri primordiali

le piante, il vischio, l’erba succosa

del tempo dell’infanzia si trasforma

in animali, botto, curupira, mãe-d’agua

per risvegliare i loro avi, la loro storia

dentro al verde lacerato dall’arcobaleno

creature, fanciulli nudi, aurora della vita

http://www.marciatheophilo.it/index.php/amazonia-lultima-arca/


					

Considerazioni sul dibattito ‘artista e sistema’ con Andros e critico

The-artist5a

The Artist

Sculpture by Andros
Pvc & metal – 16x40x16″ – 2015
Pvc e metallo – 40x100x40 – 2015

Kinetic sculpture with a moving butterfly
Scultura cinetica con una farfalla che batte le ali

Ritorno sul dibattito ‘Arte e Sistema’ tra il critico e Andros.

Ora diventa più arduo interpretare il pensiero di Andros su cosa avrebbe potuto rispondere all’intervento del critico sulla parola ‘artista’ ( a me ha dato la sensazione di un depistaggio da parte del critico sempre non abbia proprio compreso la pertinenza del tema) poiché lo ha interrotto definitivamente portando il discorso sul fatto che tutti potevano essere artisti, dall’architetto, disegnatore di moda, immagino anche i concettuali…ecc. ecc. ecc.

E finito il discorso tutti a casa felici e contenti…a parte Andros che mi era sembrato abbastanza alterato e si era chiuso in un silenzio eloquente della serie : – con i sordi che non vogliono sentire non c’è nulla da fare.-

Dopo di che è successo quello che è successo e, per cortesia , non chiamatemi performance artistica la sua morte, solo un gesto estremo di una patologia (depressione) che era diventata cronica e che gli era sfuggita di mano.

Per forza di cose, riprendo io il filo del discorso interrotto. E’ certo che sì : tutti possono essere degli artisti nel loro genere, ma è la finalità che è diversa. Un artista che non dà un’impronta commerciale come priorità alla sua opera, dovrebbe essere libero di esprimersi come crede e non gestito dal sistema con annessi e connessi….

La finalità è principalmente la comunicazione che non dovrebbe essere mai pelosa e di tendenza o strumentalizzata dal mercato.  Un artista anche ‘concettuale’ dovrebbe perlomeno sapere gestire la materia e non delegare artigiani ad eseguire le proprie opere. Altrimenti, come affermava Andros, la medaglia è fasulla.

Un architetto, uno stilista, un artigiano, per quanto bravi siano, devono per forza di cosa, se le loro opere sono finalizzate al commercio, tenere conto di cosa interessa al compratore, altrimenti fallirebbero subito. Poi c’è chi, in quanto capace e creativo, si toglie lo sfizio di creare qualcosa di unico, nel senso che rimane unico , ma non commerciale, proprio per i costi e perché non fruibile dai più. Capucci ha creato alcuni abiti che erano proprio sculture, invendibili, ma con un fine ben diverso dal commercio poiché nessuno li avrebbe comperati.

E’ chiaro che si possono vendere e acquistare anche opere d’arte difficili, ma è la finalità con cui sono state create che sono diverse. A volte penso a fotografi ‘famosi’ che hanno fatto foto ‘sociali’ davvero forti per industriali, che a me personalmente sono sembrate più una spettacolarizzazione della morte, che un messaggio sincero, anche perché gli occhi che li osservavano in giro per la città, non erano solo occhi di adulti, ma di bambini e di questo nessuno ne ha tenuto conto. Sperando che fossero accompagnati da genitori intelligenti che potessero spiegare.

Nessun industriale avrebbe messo a repentaglio la propria produzione, senza aver prima testato il mercato, l’umore della gente e la tendenza. Forse bisognerebbe dire che il vero ‘artista’ è stato l’industriale più che il fotografo….e su questo do ragione al critico. Tutti possono essere artisti nel loro genere 🙂

E con questo chiudo il discorso, ma lo dovevo ad Andros.

Considerazioni sul dibattito ‘Artista e sistema’ con Andros e critico

 

Nel momento in cui viene pubblicizzato un dibattito ‘Artista e sistema’ è normale che ognuno poi faccia le proprie considerazioni. Sinceramente mi è sembrato che il critico si arrampicasse sugli specchi cambiando sempre tema per il timore che l’intervento di Andros con le sue verità arrivasse come un boomerang.

Andros insisteva sul fatto che la figura dell’artista fosse del tutto scomparsa e sulla scena erano altri che gestivano il tutto : curatori , galleristi , critici , collezionisti ecc.

Personalmente condivido questo, e non si può far finta di non vedere che neppure da morti artisti anche famosi non esistano e vengano usati per veicolare opere fasulle e situazioni che nulla hanno a vedere con l’artista in questione. E se non fosse tragico comica la questione bisognerebbe cospargersi il capo di cenere. Uno tanti esempi ‘ I falsi Modigliani esposti al Ducale di Genova’ .
Mi sembra che il povero Modigliani non avesse nulla a che fare…Il protagonista è un certo sistema , con annessi e connessi, nomi e cognomi, senza ovviamente fare di tutta un’erba un fascio, ma questo non si può fare finta di ignorare. E tanto per rinfrescarsi la memoria :

http://www.ansa.it/liguria/notizie/2019/03/27/una-rete-americana-dietro-le-mostre-con-i-falsi-modigliani_78d06744-03c9-4661-9c32-c8c48aed3e26.html

Altro punto che mi ha fatto pensare è che il critico, arrampicandosi sugli specchi, almeno dal mio punto di vista perché non era pertinente al tema, affermava che le nuove tecnologie o nuove espressività sono l’espressione del nostro tempo. Forse per gli artisti che cura lui…
Forse non si è accorto che ci sono artisti che vivono in paesi con un tessuto sociale disastrato, non avendo nulla a portata di mano di questo genere e
si esprimono con quello che hanno a disposizione. E non sono artisti del secolo scorso, ma del nostro secolo o non hanno il diritto di essere artisti?

C’è gente che si esprime con quello che gli necessità, magari con il sogno pur essendo passati attraverso guerre e oppressioni di diverso genere. Che vogliamo fare ,impedirgli di sognare un mondo migliore se pur in maniera poetica?
Riporto delle frasi di Gino De Dominicis che per me era intellettualmente onesto :

Frasi di Gino De Dominicis, 1969-96, raccolte da Cecilia Torrealta

Oggi, tra i tanti “rovesciamenti”, si perpetua anche nell’arte una percezione del tempo rovesciata; l’arte e gli artisti contemporanei infatti si considerano e sono considerati moderni, mentre venendo dopo tutto ciò che li precede, dovrebbero sapere di essere più antichi.

Il disegno, la pittura, la “scultura”, non sono forme di espressione tradizionali, ma originarie. Quindi anche del futuro.

Io sono sicuramente più antico di un’artista egiziano.

Il pubblico, all’opera d’arte e all’artista preferisce la “storia dell’arte” e “gli artisti”.

L’unico nomadismo riscontrabile nelle mie opere è che qualche volta sono state trasportate fuori da Roma per una mostra.

Non bisogna mai scambiare gli artisti per dei modelli, e tantomeno un modello, o una modella, per un artista.

In America, e di ritorno in Europa, hanno preso alla lettera la “posizione” di Duchamp pensando che fosse un modello da imitare e che il suo fosse un modo alternativo e moderno di fare arte. In realtà era solo il modo di Marcel Duchamp.

L’arte riguarda il genio e il suo spazio è quello della verticalità: non si muove orizzontalmente da destra a sinistra, o viceversa, ma si sposta, immobile, dall’alto verso l’alto.

L’affrettarsi a voler storicizzare “in diretta” l’arte contemporanea e il piazzarla immediatamente nei Musei, nasce dalla paura del giudizio dei posteri.

Continua…..

‘Alice nel paese dei pinocchi’ + apoesia di Andros

Ridimensiona diAlice t2

‘Alice nel paese dei pinocchi’

tecnica mista

di

Rossana Ruffini

 

.

Un bimbo per mano

.

Siamo adulti e cresciamo

tenendo un bimbo per mano.

.

Siamo adulti adulterati

da pensieri logorati,

diffidenti e indifferenti,

con progetti contrastanti.

.

Siamo adulteri di noi stessi,

in una realtà che ci lascia perplessi;

rifiutiamo ciò che siamo,

non ci piace, lo neghiamo.

.

Siamo adulti e cresciamo

tenendo un bimbo per mano,

se solo capissimo poi

che quel bimbo siamo noi.

ANDROS

http://www.androsophy.net/

.

Tratto da 

‘Borborigmi diversi’

da un fascicolo di apoesie che Andros mi aveva gentilmente regalato facendomi comprendere quanto i linguaggi espressivi possano sembrare diversi, ma sono spesso simili.

 

 

‘Sospesa fra cielo e terra’+ G. Gaber

Sospesa tra cielo e terra  (2)

‘Sospesa fra cielo e terra’

olio su tela + foglia d’oro 80×90

di

Rossana Ruffini

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   nell’infinito

    oltre gli spazi

  costretti

                                                                                                                 
    la verità      di                      

                             me     nel dubbio  

  di

   sé

  .

    R.R.

 .

https://youtu.be/2YT_U9j32aI

‘Quando sarò capace di amare’

GIORGIO GABER

Andros c’è- ”Super-Ficiality”

Pensiero personale : chissà se realmente la maggior parte della gente capiva quello che volevi comunicare. Chissà quanti giudizi superficiali…..

andros-bellezza1a

Beauty will sell off the world
La bellezza svenderà il mondo

Puzzle painting by Andros
Oil on extruded polystyrene – 28×40″ – 2006
Olio su polistirene estruso – 70×100 – 2006

andros-surface-hate1a

Sur-face: Hate

Painting by Andros
Oil words on wood panel – 33″x44″ – 2011
Parole a olio su tavola – 72×110 – 2011

Super-Ficiality

Questa linea guida trae spunto da una serie di dipinti iniziata nel 2011. Opere dipinte con le parole, che infatti descrivo come “parole a olio su tavola”, dove a un’immagine gradevole, positiva, di volti belli o sorridenti, si contrappone la durezza e la negatività delle parole di cui l’immagine è composta, parole come odio, rabbia, violenza, razzismo, eccetera.
A sottolineare come quello che gli altri danno a vedere, o che noi stessi diamo a vedere agli altri, possa essere mistificatorio, e come fermarsi in superficie possa essere rischioso.
Mentre le mie sculture tendono ad “allontanare” il pubblico con delle immagini forti, sgradevoli ed esplicite, anche se i contenuti possono essere al contrario di speranza, di riscatto o di ribellione per una condizione, questi dipinti fanno l’opposto, attraggono il pubblico con la gradevolezza dei volti che rappresentano, e solo dopo, e osservando i dettagli, questo può rendersi conto della durezza del messaggio, ancora più disturbante perché ambiguo rispetto all’immagine che va a comporre.
Superfici e superficialità quindi, opere bidimensionali, lavori che sono superfici e indagano la superficie e quello che nasconde. Un gioco di rimandi, di ribaltamenti e di metafore, dove l’immagine ammette di non essere solo quello che sembra essere.
Di “Super-Ficialità” fanno parte varie opere: la serie di dipinti “Sur-faces”; le elaborazioni digitali; le fotografie, i collage; le “Pubblicità Regresso” preparate nel 2002 partendo da alcune mie sculture; parte della serie di dipinti su sfondo nero “Pain-Things”, realizzata tra il 1996 e il 2002, e altre a venire.

ANDROS

http://www.androsophy.net/

http://www.androsophy.net/category/a-andros-art/super-ficiality-super-ficialita/

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