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foto di Mathias – Antonin Artaud

ottobre 27, 2012

THE MOON AND THE MOUTAIN
foto di Mattia L.
Canon Digital Rebel Xsi 450D, HiTech 2-stop ND Grad Soft, Canon EF 70-200 f/4 L USM
foto pubblicata con il permesso dell’autore 
ATONIN  ARTAUD

Se sono poeta o attore non è per scrivere o declamare poesie ma per viverle. Quando recito una poesia si tratta della materializzazione corporea e reale di un essere integrale di poesia.

***

Che cos’è poi un pazzo autentico? E’ un uomo che ha preferito lasciarsi andare alla pazzia, nel senso in cui la società intende questo termine, piuttosto che diventare falso rispetto ad un’idea superiore di dignità umana. Perché un pazzo è anche un uomo che la società non ha voluto ascoltare e che ha voluto trattenere dal pronunciare insopportabili verità.

*******

Ogni sogno è un pezzo di dolore che noi strappiamo ad altri esseri.

Antonin Artaud

Grido

Il piccolo poeta celeste
Apre le imposte del suo cuore.
I cieli cozzano. L’oblio
Sradica la sinfonia.

Palafreniere la casa folle
Che ti dà lupi da custodire
Non sospetta i crucci
Che covano sotto la grande alcova
Della volta che pende su di noi.

Pertanto silenzio e notte
Imbavagliate ogni impurità
il cielo a grandi passi
Avanza all’incrocio dei rumori.

La stella mangia. Il cielo obliquo
Dispiega il suo volo verso le cime
La notte scopa i rifiuti
Del riposo che ci appagava.

Sulla terra procede una lumaca
Salutata da diecimila mani bianche
Una lumaca striscia al posto
Della terra che si è dileguata.

Ritornavano in pace angeli
Che nessuna oscenità chiama
Quando si elevò la voce reale
Dello spirito che li chiamava.

Il sole più basso del giorno
Tutto il mare evaporava.
Un sogno strano e tuttavia chiaro
Nacque sulla terra in rotta.

Il piccolo poeta perduto
Abbandona la sua posizione celeste
Con un’idea oltremondana
Stretta al suo cuore capelluto.

Due tradizioni si sono incontrate
Ma i nostri pensieri chiusi con il lucchetto
Non avevano il posto meritato,
Esperienza da ricominciare.

*

Il giardino estendeva la sua sabbia alla caccia con i cani
Piena di cieli girevoli e di musiche occulte
Calmo lago in cui i bambini piccoli venivano a giocare.
E le formiche sgobbavano. Tornadi e foreste
Svincolate dall’essere unite alle spiagge dei tropici
Soffiavano la loro cenere in fiamme sulla terra imbiancata.
Qua e là pioveva. Nuvole stormivano
Con le loro fiancate cariche di atroci tempeste
E il bicchiere del giorno si riempiva come un vaso.
Dall’una all’altra pietra la notte spaziava.
Nei canali del cielo la luce si addormentava.
Uno ad uno i granelli del giorno diventavano rosa
Mentre la luna riposava tra le mani degli angeli

Antonin Artaud

VAN GOGH
IL SUICIDATO DELLA SOCIETA’-

Ha dipinto pochi ritratti umani ma ritratti di vedute naturali, fiori, paesaggi di luci livide, con punti di sole proiettati, e la cosa meravigliosa è che questo pittore che è solo pittore, e che è più pittore di qualsiasi altro pittore perché in lui la materia, la pittura,
il colore spremuto fuori dal tubo,
l’impronta del pennello nel colore,
il tocco della pittura dipinta,
la i con la dieresi, la virgola, il punto,
della punta del pennello contorta dentro al colore che malmenato schizza da ogni lato,
è fra tutti i pittori quello che fa anche dimenticare che abbiamo a che fare con un quadro dipinto, con la pittura (per rappresentare)
e che fa venire incontro a noi, sporgente dalla tela rappresa, l’enigma del fiore torturato e frugato, del paesaggio solcato e sciabolato in tutti i sensi dal suo pennello ubriacato.
E il paesaggio ci parla di vecchi terremoti, di antiche folgori, dei peccati che non hanno ancora trovato la loro apocalisse per esplodere ma che l’incontreranno immancabilmente, di salutari e forsennate germinazioni.

……………
…………..
…….
I suoi girasoli d’oro e bronzo sono dipinti;, sono dipinti come girasoli e nient’altro, ma per capire un girasole in natura, bisogna adesso rifarsi a van Gogh, così come per capire un temporale in natura, un cielo tempestoso, una pianura in natura, non si potrà più non rifarsi a van Gogh

*******

Mi sono fermamente e sinceramente convinto, leggendo le lettere di van Gogh a suo fratello, che il dottor Gachet, – psichiatra -, in realtà detestasse van Gogh, pittore, e che lo detestasse in quanto pittore, ma sopra ogni altra cosa in quanto genio.

Antonin Artaud

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From → fotografia

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