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Il Profondo Sè

gennaio 11, 2013

 

'Il profondo sé'

Il profondo sé

olio su tela e sabbia

di

R. Ruffini

Grido

Il piccolo poeta celeste

Apre le imposte del suo cuore.

I cieli cozzano. L’oblio

Sradica la sinfonia.

Palafreniere la casa folle

Che ti dà lupi da custodire

Non sospetta i crucci

Che covano sotto la grande alcova

Della volta che pende su di noi.

Pertanto silenzio e notte

Imbavagliate ogni impurità

il cielo a grandi passi

Avanza all’incrocio dei rumori.

La stella mangia. Il cielo obliquo

Dispiega il suo volo verso le cime

La notte scopa i rifiuti

Del riposo che ci appagava.

Sulla terra procede una lumaca

Salutata da diecimila mani bianche

Una lumaca striscia al posto

Della terra che si è dileguata. 

Ritornavano in pace angeli

Che nessuna oscenità chiama

Quando si elevò la voce reale

Dello spirito che li chiamava.

Il sole più basso del giorno

Tutto il mare evaporava.

Un sogno strano e tuttavia chiaro

Nacque sulla terra in rotta.

Il piccolo poeta perduto

Abbandona la sua posizione celeste

Con un’idea oltremondana

Stretta al suo cuore capelluto.

Due tradizioni si sono incontrate

Ma i nostri pensieri chiusi con il lucchetto

Non avevano il posto meritato,

Esperienza da ricominciare.

 –

Antonin Artaud

poesie della crudeltà

Fiabesca ed

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From → arti visive, poesia

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