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Lo stato dell’arte: rete e letteratura.

maggio 30, 2013

Il Ramo di Corallo

Pile of Books

Mi diverto da un po’ a seguire  le discussioni che si svolgono su vari siti letterari italiani presenti in rete, spesso senza intervenire, spinta dalla curiosità di capire se la libertà offerta dal mezzo possa riflettere un panorama più respirabile di quello a cui è stata ridotta la cultura italiana.  Mi sembrava che almeno in rete si manifestasse una vivacità intellettuale che  al di fuori è assente, almeno da noi.  Vivacità che è il frutto di una maggiore libertà di voce, di voci, non mediate dalla stretta mortale delle varie lobbies culturali, gemmazioni delle lobbies politiche, che ingessano  il nostro paese.

L’immobilismo dinosaurico, nella politica, nella vita sociale, nella cultura – insomma ovunque- a cui assistiamo apparentemente impotenti da tempo non è cosa nuova per noi.  E’ un habitus lungamente testato e, nei suoi scopi e risultati, vincente. Un meccanismo bene oliato di cui sarebbe interessante tracciare una storia di…

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One Comment
  1. Condivido parecchio di quanto scritto qui sopra.

    La cultura, che sia arte visiva, letteratura, poesia, ecc, non dovrebbe mai essere etichettata politicamente né strumentalizzata da altro, poiché in quanto espressione universale dovrebbe essere almeno svincolata da certe costrizioni anche di comodo, proprio in quanto negano il principio fondamentale di libertà .
    Ci sono percorsi che, nel bene o nel male, si devono fare per acquisire esperienza e conoscenza di quello che ci circonda. C’è chi li accetta facendo finta di non vedere e chi rifiuta di proseguire in un cammino fatto spesso di finzioni o di costrizioni.

    Non c’è una cosa più deprimente di essere magari invitati a partecipare a mostre a tema (poniamo la guerra) e ritrovarsi anche in mezzo a gente con bandiere di appartenenza come se il tema non potesse essere affrontato per proprio conto, in momenti differenti e nel rispetto della propria morale . Deprimente nei confronti della propria etica che non è più libera di esprimersi in quanto tale, ma solo strumentalizzata per altri fini.

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