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IL PROFONDO SE’ – ‘ Grido’ poesia di Antonin Artaud

ottobre 2, 2013

'Il profondo sé'pic

IL PROFONDO SE’

olio su tela

di R. Ruffini

Grido
 
 
Il piccolo poeta celeste
Apre le imposte del suo cuore.
I cieli cozzano. L’oblio
Sradica la sinfonia.
 
Palafreniere la casa folle
Che ti dà lupi da custodire
Non sospetta i crucci
Che covano sotto la grande alcova
Della volta che pende su di noi.
 
Pertanto silenzio e notte
Imbavagliate ogni impurità
il cielo a grandi passi
Avanza all’incrocio dei rumori.
 
La stella mangia. Il cielo obliquo
Dispiega il suo volo verso le cime
La notte scopa i rifiuti
Del riposo che ci appagava.
 
Sulla terra procede una lumaca
Salutata da diecimila mani bianche
Una lumaca striscia al posto
Della terra che si è dileguata.
 
Ritornavano in pace angeli
Che nessuna oscenità chiama
Quando si elevò la voce reale
Dello spirito che li chiamava.
 
Il sole più basso del giorno
Tutto il mare evaporava.
Un sogno strano e tuttavia chiaro
Nacque sulla terra in rotta.
 
Il piccolo poeta perduto
Abbandona la sua posizione celeste
Con un’idea oltremondana
Stretta al suo cuore capelluto.
 
Due tradizioni si sono incontrate
Ma i nostri pensieri chiusi con il lucchetto
Non avevano il posto meritato,
Esperienza da ricominciare.
 
 
 
 –
 
Antonin Artaud
 
 
 
poesie della crudeltà
 
Fiabesca ed
 
 
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