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Riflessione sulle polemiche in corso Bonami -Ai Weiwei…

settembre 26, 2016
Sulle polemiche in corso Bonami – Ai Weiwei ecc..mi viene quasi da ridere se non ci fosse realmente da piangere facendo le opportune riflessioni su come versa lo stato dell’arte, sugli artisti e sui curatori e su cosa muove le fila di tutto ciò….
 
L’arte intesa solo come strumento politico non va bene, nel senso che qualsiasi libero pensatore nel momento stesso che denuncia la stessa cosa,  sia solo a provocazioni verbali o attraverso scritti, non discosta poi molto da quello che ha fatto Ai Weiwei.
 
Mi sconcerta pensare che l’arte (che dovrebbe per sua definizione libera) possa essere strumentalizzata dalla politica e ancor prima dal dio denaro. Voglio dire che un artista non dovrebbe mai farsi strumentalizzare dalla politica, ma è solo nel momento della denuncia eseguita attraverso una libera scelta, che sia di pensiero o di sensibilità, diventa ‘atto politico’ e mai al servizio della politica e non può prescindere dal fare arte che dovrebbe essere l’elemento principale trainante.
 
 
I gommoni di Ai Weiwei dovrebbero servire a smuovere le coscienze, ma se non ci sono riuscite le immagini devastanti riprese dal vero…..per cortesia non prendiamoci in giro anche perché di opere in merito decisamente più artistiche di quelle di Ai Weiwei che hanno trattato l’argomento ce ne sono davvero parecchie e pochi le hanno considerate, forse perché di artisti meno conosciuti e meno interessanti sotto un profilo di profitto.
 
Per quanto riguarda Bonami mi fa ridere anche lui ( sempre con le dovute lacrime che si dovrebbero versare in merito) quando poi se la prende con Cattelan (bell’elemento anche lui) come se  avesse tirato un pacco alla sua presunta (!) ingenuità. E’ lui che gli ha dato la ‘luce’ come sua iniziale scoperta
Proprio vero che quando ci sono conflitti di interessi tutto diventa possibile 🙂
 
Ma se si mandassero a quel paese critici, galleristi e diciamolo in tutta sincerità anche artisti ( nel grande, ma anche nel piccolo) che usano strumenti depistanti e poco edificanti, non sarebbe male. Un periodo da dimenticare e che credo rimarrà poco e nulla di quello che ci hanno fatto credere.
 
Nessuno escluso, anche nel web. Troppe parole di accompagnamento alle immagini (abuso ad oltranza di amore, dolore, amicizia e fatti propri) alcune anche artistiche, ma che vengono oscurate da maree di parole che nulla hanno a che fare con le immagini. Forse ritornare alle origini e cercare di esercitare i propri sensi senza farsi depistare dalle parole sarebbe auspicabile e buona cosa per tutti.  
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