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Osservazioni personali +chiostro S. Matteo

marzo 3, 2017

Chiostro S.Matteo----

  Chiostro di S. Matteo

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Il critico che non parla lo stesso linguaggio di chi ha operato, valuterà certamente l’opera solo dal lato tecnico e gli spettatori  osserveranno e  valuteranno conforme alla propria sensibilità che potrebbe essere completamente differente da chi ha operato. Senza contare che ci sono creativi , che magari vivono in contesti sociali – politici- e di conoscenza ristretti e molto sofferti. Non è che si possa dire : quelli sono delle nullità  perché non conoscono la digital art o altro e non fanno parte del nostro mondo perché non conoscono Cattelan o la Beecroft , Hirst o Ai Weiwei
 
Quindi, per me,  queste persone (che magari hanno una creatività stupenda) hanno il diritto come gli altri di esprimersi e passare pure alla storia e non si può affermare di certo che non appartengano alla nostra società contemporanea.
 
Si parla tanto di interazione (il più delle volte a sproposito) quello che ho notato io, in termini di interazione, è che si risolve quasi  sempre in prevaricazione e di compatimento nei confronti di chi si esprime diversamente. Mi diverte osservare quanto i difetti dei creativi siano simili ( e mi ci metto anch’io…considerando che i difetti non mi mancano) anche  se si parte dal proponimento di combatterli.
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 Quando un artista è osannato dalla critica è ora di cambiare, non solo, ma quando  si è pilotati ad una tendenza o un veicolo espressivo di tendenza e non di libera scelta espressiva si dovrebbe avere il coraggio di fare l’esatto contrario di quello che impongono, sempre compatibilmente alle proprie necessità espressive  o veicolo espressivo.
 
Inserisco un passo che ho trovato in un libro su Kandinskij che trovo molto attuale come concetto e affatto superato :
 
*Bello è ciò che è interiormente bello. Ogni forma ha un contenuto interiore. L’armonia delle forme è fondata sul principio l’efficace contatto con l’anima. Il colore è il tasto. L’occhio è il martelletto, l’anima è un pianoforte con molte corde. Kandinskij non è mai dogmatico e afferma  ‘L’arte è eternamente libera. Fugge il dovere come il giorno la notte’ 
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