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‘Prima dell’ultimo respiro’ Amazzonia+Márcia Theóphilo poesie

maggio 3, 2019

EPSON DSC picture

Amazzonia ‘ Prima dell’ultimo respiro’

scultura di creta dipinta ad olio ed altro…

di Rossana Ruffini

.

Io sono pietra e vivo in ogni angolo
Sono un uccello e non conosco l’inverno.
Sono aria, acqua e vengo dalle viscere della terra.

Io sono vivo e voglio che lo sappiano
l’umido della pioggia, il calore e la frescura del vento.

Sono un uccello che vola solo perché è tutto.
Sono il frutto d’un albero.

Márcia Theóphilo – 1976

.

http://www.marciatheophilo.it/

.

Lucidità nel cammino vegetale

Nel cielo d’amaranto il silenzio

oscura la luce, vento tiepido

col suo odore fiorisce la selva

il corpo verde trema e ricopre il dolore.

La tempesta abbraccia animali

l’uragano abbraccia le rovine

disseta la foresta               

e lo sterminio non cessa.

La nostalgia è memoria, materia immutabile

il nostro sangue sulla piazza

dà colore alla festa.

Gli indios Caetès e Tupinambàs

fuggirono verso il Maranhão

furono i primi ad entrare in contatto

col colonizzatore: non sopravvivono.

Ma i Tupinambàs credono nel ritorno dei morti 

cuore di questo popolo, corrente del fiume

quando un combattente era ferito

da una freccia, la strappava

coraggiosamente dal corpo, la spezzava

mordendone i pezzi. Pulsano e vanno

vanno, attraversano il territorio

fino alle sponde del fiume Madeira.

Abbracciano le curve sinuose del fiume

fino a raggiungere l’Araguaia.

Fuggono la schiavitù. Finché possono

muovono braccia e gambe, lottano

senza indietreggiare, senza dare

le spalle, proseguono fino al Tocantins

segnali di pericolo, di mutamento

lucidità del cammino vegetale                     

che mostra i fiumi della salvezza

nell’utero verde un gemito si nasconde

le lune non mutano, passano molteplici

le acque veloci, vedo nascere

tra pelami e rugiade mattutine

l’animale re, la divinità Giaguaro

germoglia nel suolo notturno

sul finire di queste sere, nella foresta.

Gli animali vivono nel mio poema verde. 

Sfiorano le radici e ti raggiungono

e la terra morta della foresta bruciata

oltraggiata torna ai suoi esseri primordiali

le piante, il vischio, l’erba succosa

del tempo dell’infanzia si trasforma

in animali, botto, curupira, mãe-d’agua

per risvegliare i loro avi, la loro storia

dentro al verde lacerato dall’arcobaleno

creature, fanciulli nudi, aurora della vita

http://www.marciatheophilo.it/index.php/amazonia-lultima-arca/


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