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‘Silenzio di viole’

Silenzio di viole

di

Rossana Ruffini

                                                                  saziata di luna.

                        

                             il giorno  

                                                  si    

                                                         risveglia                           

                            visioni

                   in              

         sfumature  

 multiple

                                                            rappresentazione

                                                                   naturale

                                                       in        silenzio       di viole

                                                                          .

                                                                        R.R

                                                                           –

  https://youtu.be/Pd_Kti6jvy8

   keith jarrett koln concert

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Falsi Modigliani e riflessioni sul tema

http://www.ansa.it/liguria/notizie/2019/03/27/una-rete-americana-dietro-le-mostre-con-i-falsi-modigliani_78d06744-03c9-4661-9c32-c8c48aed3e26.html

Mi sto occupando da giorni di un artista che, per cause che solo lui può sapere, ha deciso di non essere più di questo mondo.

Un artista che stimavo tantissimo, la cui onestà intellettuale era cosa rarissima ai tempi nostri, un artista che ha dato veramente tanto per la ricerca della verità e per la passione che aveva per l’arte. Ma forse la verità che tanto ricercava si è tramutata in un boomerang per lui.

Oggi mi è capitato di leggere gli sviluppi sulla mostra dei falsi Modigliani. Già si sapeva cosa gira intorno all’arte, ma a volte penso ad artisti che con grande onestà intellettuale (veramente rari) portano avanti con fatica e delusioni l’arte in cui credono, per poi magari sentirsi fuori posto e inutile zavorra in un ambiente che è oramai sfatto e non ha più niente da dare che non sia solo menzogne e gioco di soldi….

Rimettiamo le cose a posto : i veri falliti sono questi manipolatori d’arte che hanno portato allo sfascio tutto quello che avrebbe dovuto essere preservato con cura e onestà intellettuale.

Da non dormire alla notte se pensassero cosa lasciano in eredità alle future generazioni!

Andros ‘Il filo del discorso’

Andros-Il-filo-del-discorso1

‘Il filo del discorso
scultura

di Andros

https://www.androsophy.net/undicesima-puntata-ontologia-della-compravendita/

In effetti, mi guardo intorno, e osservando i volti grigi come palazzi di questa gente dedita a sfangarla con difficoltà, perennemente barcollante per i colpi della vita e per l’alcol assorbito, anche a me viene da chiedere: cosa se ne farebbero mai di un quadro o di una scultura?
Questo mi fa pensare una volta ancora che l’arte esista solo per un’élite; è strutturata per titillare il salvadanaio e dargli lo sfarzo che non merita.
Poi però mi accorgo che intorno a me non tutti se la passano male, e oltre ai volti grigi ce ne sono tanti sempre abbronzati. Viaggiano in suv, vestono griffe e hanno l’aria indaffarata persino quando vanno di corpo. Eppure, anche loro: cosa mai se ne potrebbero fare dell’arte?
Questo mi fa pensare una volta ancora che non ci sono più le élite di un tempo; e che anche l’élite se ne sbatte dell’arte. A meno che non sia quotata in borsa, in quel caso…
L’arte è rimasta priva di ogni senso, il che è curioso, visto che era nata proprio nel tentativo di dare un senso a ciò che senso non ha: non è morta, è solo priva di sensi.
Da un lato una condizione invidiabile, dall’altro una situazione difficile per chi aveva creduto di trovarci un senso.
Se qualcuno mi avesse spiegato queste cose una trentina di anni fa, forse avrei tentato di non entrare in questo tunnel, e avrei speso altrimenti il mio tempo. Bah, tanto non ci sarei riuscito; gira gira mi sarei trovato comunque nel tunnel. Resta il fatto che, sin da piccolo, mi hanno detto ben altro.

ANDROS

Pausa di riflessione…..

figure dell'anima 2

Figure dell’anima

06 - Cloisonnée de Théâtre - Aloïse Corbaz

Cloisonné de Théatre

.Aloïse Corbaz

http://www.aloise-corbaz.ch/content.aspx

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Arte irregolare in Europa – Figure dell’anima- Mostra che risale al 1998

Credo che una delle più belle mostre che abbia mai visto sia stata appunto questa che comprendeva i pezzi della collezione Prinzhorn. Opere da cui hanno attinto parecchi artisti famosi.

A dire il vero eravamo quattro gatti a vedere quella mostra fra cui un signore divertente che continuava a sottolineare che non capiva come ci fosse poca gente e addetti ai lavori ad ammirare delle opere, per lui (e per me) splendide.

Era molto interessante e gli artisti erano ovviamente scelti con cura tra cui la più conosciuta Aloïse Corbaz.

Mi ricollego a questo post che avevo scritto tempo fa perché la tendenza odierna è quella di parlare dei dipinti di Hitler e devo confessare che mi dà un poco sui nervi.

‘Arte o creatività e follia’ sono termini che andrebbero lasciati perdere nei confronti di Hitler e le sue opere non c’entrano nulla con l’arte (anche detto da famosi critici) non fosse altro per rispetto ad artisti che la genialità l’avevano davvero anche se poi disturbata da altri aspetti.

Di certo  se a Hitler avessero riconosciuto della genialità nella sua arte mediocre magari avrebbe continuato a fare ”l’artista”come lui avrebbe voluto, facendo meno danno al mondo. E le sue turbe psichiche vanno ricercate nella sua personalità malata e non nelle sue opere senza talento.

Mi dà molto fastidio anche quando ci si riferisce a fior di poeti e di artisti con il termine ‘ maledetto’ senza tener conto che ci hanno lasciato spiragli di luce e opere d’arte notevoli se siamo ancora qui a leggerli ed ammirare le loro opere.

Spesso succede, ed è successo, che un artista vero, oltre ad avere la voglia di sperimentare ( se non si è curiosi che artisti si é) è curioso di esplorare tutto quello che circonda , in termini di conoscenza, anche il mondo (che di certo non è bello) senza nessuno scudo protettivo per la propria sensibilità e sfonda dei muri che non dovrebbe oltrepassare, perché a volte è un viaggio senza ritorno. E questo è sbagliato !

Bisognerebbe avere la capacità di fermarsi prima che l’equilibrio sia compromesso.

‘Andros’ c’é’- Mors tua mors mea (domino dominion)

 

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Morstuamorsmea

Mors tua mors mea (domino dominion)

Sculpture/Installation by Andros
Fiberglass – 64x64x64″ – 2016
Vetroresina – 160x160x160 – 2016
Sculpture/Installation – Six domino pieces, six bodies, one of which tries to put down the others.
Scultura/Installazione – Sei pezzi di domino, sei corpi, uno dei quali tenta di abbattere gli altri.

“Mattoncini Ego”, titolo di una mia scultura e anche di una mostra del 2006, nonché di una mia poesia dello stesso anno. Dal titolo della poesia ho poi sviluppato due sculture composte da tanti pezzi antropomorfi incastrabili tra loro a formare costruzioni. In seguito ho pensato una intera mostra su questo tema, che è diventato una delle linee guida della mia androsofia. Si tratta di orbite intorno all’ego, discorsi sui tanti aspetti di questa salvifica calamità. Non solo per sottolineare egoismi, fanatismi e altri ismi dell’ego, ma anche e soprattutto per stanare le ipocrisie che vi fioriscono intorno, di quanti per esempio si professano nemici dell’ego, che profetizzano l’abbandono dell’ego, magari di rinunciare a sé per perdersi nel collettivismo; purché siano gli altri a farlo, mai essi stessi, che anzi nel loro ego grufolano come maiali, con lo scettro di comando ben stretto nelle mani. Ecco il vero egoismo, l’egoismo al cubo: pretendere che gli altri rinuncino alla sana quota di egoismo che spetta loro in favore del proprio egoismo malato. Come ha scritto Nicolás Gómez Dávila: “Chiamiamo egoista chi non si sacrifica al nostro egoismo.”

ANDROS

https://www.androsophy.net/mors-tua-mors-mea-domino-dominion/

‘Andros c’è’ ed ora parla lui…

andros-bellezza-di-plastica1

 

Plastic beauty – Bellezza di plastica

Collage by Andros
Garbage on wood panel – 48″x80″ – 2010
Rifiuti su tavola – 120×200 – 2010

Questa sua opera l’avevo vista dal vero nelle Marche e vi assicuro che era di grande impatto visivo oltre al messaggio che aveva voluto dare. Eseguita tutta con contenitori di cibo. 

Ora faccio parlare lui e vale la pena  seguirlo. Uno spaccato di vita vera e non ingigantita. Lui era proprio così. 

Prima puntata – Parole al vento dalla mia torre d’avorio

Questo è il resoconto a puntate di quattro anni della mia vita, e della vita di uno spazio espositivo da me aperto a Milano. Benché semiserio, ci sono ben poche cose finte o esagerate, anzi, più spesso ne ho alleggerito la portata. Le prime puntate sono già state inserite in altri siti in passato, le ultime invece no.

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Tratto da :

https://www.androsophy.net/prima-puntata-parole-al-vento-dalla-mia-torre-davorio-2/

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In poco più di quattro anni nello Sciorùm si sono avvicendati pittori, scultori, performer, fotografi, italiani e stranieri, e poi scrittori e poeti, per non parlare dei visitatori delle inaugurazioni e quelli dei festivi e dei feriali, dei passanti e degli autoctoni…
Un impressionante campionario di fauna umana.
Che impagabile lezione di vita; ci avrei messo almeno venti anni a capire quello che ho capito in una ventina di mesi.

 

Oggi girano anche a me i colori, Andros c’è

andros-ODIO1

Toil Color – Colore a Odio

Sculpture by Andros
Polyurethane & Resin – 60x16x24″ 2006
Poliuretano & Resina – 150x40x60 2006

Oggi girano anche a me i colori. Non riesco più a portare avanti con ironia certi argomenti, ironia che tu hai sempre usato anche nel denunciare certe situazioni. Un’amica di vecchia data, anche tua , mi ha parlato delle tue ultime esternazioni su quel sito che io non ho mai voluto frequentare, neppure iscrivendomi per sola lettura. Sai come la penso. Sicuramente offre ottime opportunità, ma altrettante di spazzatura e considerando che ho già a che fare tutti i giorni con la indifferenziata e la differenziata non voglio sobbarcarmi pure quella…

Non so se tutti gli artisti che ti hanno frequentato si sono resi conto della vita che facevi per portare avanti quello in cui hai creduto. Io mi sono sempre sentita un verme appena l’ho intuito, poiché vivo una situazione decisamente migliore.

Mi sono sempre chiesta uno come te riuscisse, con tutte le difficoltà del caso, a farcela (non credo neppure che ai tempi dei tempi si riuscisse fare tanto) Credo che alla fine sia il fisico e la mente vadano fuori controllo.

Per me è stato facile uscire da certi contesti avendo le spalle coperte, non ho nessun tipo di merito se non di essere allergica a certi fetori. Per te no: è stato disumano crederci (anche sempre al di fuori di certi contesti) per la vita che vivevi, portando avanti un’onestà intellettuale quasi assurda ai giorni nostri. Siamo circondati da artisti, poeti e quant’altro che si infilano una tutina d’artista supportata da parole strappalacrime per rendere più credibile la loro sofferenza…per poi togliersela alla sera con grande disinvoltura, sofferenza inclusa.

Non credo sia stato facile iniziare alla periferia di Milano con il tuo scioroom ( ovviamente in senso ironico) che poi era vetrina, laboratorio e dormitorio, tutto senza riscaldamento, messo  a disposizione anche di altri artisti che spesso non sono stati riconoscenti,  per poi finire a Candia Lomellina  in una cascina tutta da ristrutturare senza nessun tipo di riscaldamento. Ristrutturazione che hai fatto tutto da solo, con le tue sole mani per risparmiare.

Dove sono finiti tutti gli scopritori di talenti, critici stipendiati magari da artisti di successo che si sono potuti permettere fondazioni e altro. Dove sono finiti tutti quelli che si servono di gallerie vere o pseudo gallerie per far emergere artisti su libri d’arte (si chiamano polli da spennare) a modiche cifre che modiche non sono poi così tanto.

Qui c’è ne uno, voi che siete sempre alla ricerca di talenti, che il talento ce l’aveva davvero. Di certo è uno che non si farebbe spennare né in vita né da morto. Magari potreste rifarvi come scopritori di talenti con annessi e connessi.

 Ve lo pongo su un piatto d’argento gratuitamente : potrebbe fare la vostra fortuna. 

E sì. oggi proprio mi sono girati i colori!

http://www.androsophy.net/category/c-all-about-art/chronicles-of-sciorum/

http://www.androsophy.net

Dialogo con un amico. Andros c’è

andros_arte_di_plastica

http://www.androsophy.net/arte-di-plastica/

Un libro davvero da leggere per  le informazioni tecniche che contiene 

 

pensiero di Andros tratto da…

http://www.androsophy.net/dead-art/

Come artista vivente, mi girano i colori un bel po’.
Come artista morto vivente, mi limito a risorgere, uscire dal loculo e tornare a fare quello che ho sempre fatto: arte, anche se morta.
Una morta che però parla di vita, perché è di vita e dei suoi luoghi comuni che parlano i miei lavori, dell’umanità e delle sue ipocrisie; sono di concetto, ma non concettuali, perché non rifuggo la tecnica, ma al contrario le vado incontro realizzando le cose che firmo. Senza affidarmi alla sola parola, senza usare gli oggetti così come sono e senza delegare il lavoro manuale ad altri, come di solito avviene nell’arte concettuale. Per meglio dire, per me tecnica e concetto sono parte del tutto, sono due facce della stessa moneta: se una delle due manca, probabilmente la moneta è falsa.

Dialogo con un amico. Andros c’è

Quanti anni sono che ci conosciamo? 13 anni, ma forse di più. Io non sono molto brava a tenere i conti  né a fare domande personali. Alla fine mi interessa, come a te, capire cosa ruota intorno al mondo dell’arte. E in questo senso il nostro rapporto è stato molto costruttivo, almeno per me. Come non ci è mai interessato, presentare un’opera con parole di imbonimento che poco hanno a che fare con la sincerità di un’opera. Un’opera parla da sola a chi l’ha prodotta e a chi la riceve. Magari con linguaggi diversi. Dipende dalle esigenze del fruitore che forse non sono le stesse di chi ha operato. 

Questa è una tua opera molto forte e decisamente attuale e se non vado errando mi sembra di ricordare che mi dicesti che eri andato, parecchio tempo fa, a presentarla ad un gallerista il quale ti rispose che era troppo pesante come messaggio e non avrebbe voluto mai urtare qualche collezionista con questo vizietto. (!!!)

Poi uno si domanda perché un artista , dopo aver esplorato certi contesti, scelga di essere indipendente e non assoggettarsi a certe dinamiche commerciali e peggio… che con la libertà espressiva hanno poco a che fare. 

A presto!

andros_pedophilia1                                                               

opera di Andros

http://www.androsophy.net

Dialogo con un amico

Vorrei fare una precisazione. Non credo che Andros   avrebbe voluto altri modi per ricordare le sue opere che non rientrasse nel suo stile ironico.

. Andros ha scritto ‘Andros c’è’ e lui  esiste assolutamente nelle sue opere e se ha amici che siano vicini o lontani, ma che siano veri amici l’unico modo è divulgare il più possibile il suo lavoro subito, proprio  per gratitudine per tutto quello che ha divulgato in termini di conoscenza e generosità . Questo glielo dobbiamo, anche perché stemperato il dolore si rischia che passi tutto nell’oblio.

Non conosco artista che avrebbe messo a disposizione di tutti le proprie tecniche e ricerche. Se esistono sono veramente rari. 

http://www.androsophy.net