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Ontani e la statua “delle polemiche” installata a Vergato

http://www.artemagazine.it/dal-territorio/item/9173-bologna-ontani-e-la-statua-delle-polemiche-installata-a-vergato

https://notizie.tiscali.it/cronaca/articoli/ontani-statua-vergate/

Quello che sta succedendo circa la statua di Ontani a Vergato la dice lunga sullo stato mentale di certi personaggi. Non possiamo neppure attaccarci alla mancanza di cultura perché così si rischia di offendere gente che magari non ha cultura, ma ha anche una forte sensibilità e rispetto verso quello che non comprende e cerca di capire attraverso l’osservazione e elaborazione mentale . A parte lo sterco con cui un ‘genio della stupidità’ ha imbrattato la fontana e il municipio, mancava pure uno pseudo esorcista farlocco… Più di così non so dove potremmo arrivare . Il fondo l’abbiamo già toccato!

Ontani è un artista visionario e che spesso si ispira alla mitologia. Questa mattina ho sentito una sua intervista e francamente costringere un artista a spiegare il suo lavoro dove il marcio è altrove non mi è sembrato neppure giusto. I mostri li abbiamo tutti e si annidano anche nelle menti dei fruitori senza contare manipolazioni di altro genere che mi rifiuto di commentare…..

Casa museo di Andros +Instant Art – Painting

Spero davvero che la casa -museo di Andros non venga smantellata…

In ricordo di un grande artista la cui onestà intellettuale appartiene a pochi.

 

casa museo

casa museo

Andros: Instant Art – Painting – Dipinto

 

 

‘Prima dell’ultimo respiro’ Amazzonia+Márcia Theóphilo poesie

EPSON DSC picture

Amazzonia ‘ Prima dell’ultimo respiro’

scultura di creta dipinta ad olio ed altro…

di Rossana Ruffini

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Io sono pietra e vivo in ogni angolo
Sono un uccello e non conosco l’inverno.
Sono aria, acqua e vengo dalle viscere della terra.

Io sono vivo e voglio che lo sappiano
l’umido della pioggia, il calore e la frescura del vento.

Sono un uccello che vola solo perché è tutto.
Sono il frutto d’un albero.

Márcia Theóphilo – 1976

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http://www.marciatheophilo.it/

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Lucidità nel cammino vegetale

Nel cielo d’amaranto il silenzio

oscura la luce, vento tiepido

col suo odore fiorisce la selva

il corpo verde trema e ricopre il dolore.

La tempesta abbraccia animali

l’uragano abbraccia le rovine

disseta la foresta               

e lo sterminio non cessa.

La nostalgia è memoria, materia immutabile

il nostro sangue sulla piazza

dà colore alla festa.

Gli indios Caetès e Tupinambàs

fuggirono verso il Maranhão

furono i primi ad entrare in contatto

col colonizzatore: non sopravvivono.

Ma i Tupinambàs credono nel ritorno dei morti 

cuore di questo popolo, corrente del fiume

quando un combattente era ferito

da una freccia, la strappava

coraggiosamente dal corpo, la spezzava

mordendone i pezzi. Pulsano e vanno

vanno, attraversano il territorio

fino alle sponde del fiume Madeira.

Abbracciano le curve sinuose del fiume

fino a raggiungere l’Araguaia.

Fuggono la schiavitù. Finché possono

muovono braccia e gambe, lottano

senza indietreggiare, senza dare

le spalle, proseguono fino al Tocantins

segnali di pericolo, di mutamento

lucidità del cammino vegetale                     

che mostra i fiumi della salvezza

nell’utero verde un gemito si nasconde

le lune non mutano, passano molteplici

le acque veloci, vedo nascere

tra pelami e rugiade mattutine

l’animale re, la divinità Giaguaro

germoglia nel suolo notturno

sul finire di queste sere, nella foresta.

Gli animali vivono nel mio poema verde. 

Sfiorano le radici e ti raggiungono

e la terra morta della foresta bruciata

oltraggiata torna ai suoi esseri primordiali

le piante, il vischio, l’erba succosa

del tempo dell’infanzia si trasforma

in animali, botto, curupira, mãe-d’agua

per risvegliare i loro avi, la loro storia

dentro al verde lacerato dall’arcobaleno

creature, fanciulli nudi, aurora della vita

http://www.marciatheophilo.it/index.php/amazonia-lultima-arca/


					

Considerazioni sul dibattito ‘artista e sistema’ con Andros e critico

The-artist5a

The Artist

Sculpture by Andros
Pvc & metal – 16x40x16″ – 2015
Pvc e metallo – 40x100x40 – 2015

Kinetic sculpture with a moving butterfly
Scultura cinetica con una farfalla che batte le ali

Ritorno sul dibattito ‘Arte e Sistema’ tra il critico e Andros.

Ora diventa più arduo interpretare il pensiero di Andros su cosa avrebbe potuto rispondere all’intervento del critico sulla parola ‘artista’ ( a me ha dato la sensazione di un depistaggio da parte del critico sempre non abbia proprio compreso la pertinenza del tema) poiché lo ha interrotto definitivamente portando il discorso sul fatto che tutti potevano essere artisti, dall’architetto, disegnatore di moda, immagino anche i concettuali…ecc. ecc. ecc.

E finito il discorso tutti a casa felici e contenti…a parte Andros che mi era sembrato abbastanza alterato e si era chiuso in un silenzio eloquente della serie : – con i sordi che non vogliono sentire non c’è nulla da fare.-

Dopo di che è successo quello che è successo e, per cortesia , non chiamatemi performance artistica la sua morte, solo un gesto estremo di una patologia (depressione) che era diventata cronica e che gli era sfuggita di mano.

Per forza di cose, riprendo io il filo del discorso interrotto. E’ certo che sì : tutti possono essere degli artisti nel loro genere, ma è la finalità che è diversa. Un artista che non dà un’impronta commerciale come priorità alla sua opera, dovrebbe essere libero di esprimersi come crede e non gestito dal sistema con annessi e connessi….

La finalità è principalmente la comunicazione che non dovrebbe essere mai pelosa e di tendenza o strumentalizzata dal mercato.  Un artista anche ‘concettuale’ dovrebbe perlomeno sapere gestire la materia e non delegare artigiani ad eseguire le proprie opere. Altrimenti, come affermava Andros, la medaglia è fasulla.

Un architetto, uno stilista, un artigiano, per quanto bravi siano, devono per forza di cosa, se le loro opere sono finalizzate al commercio, tenere conto di cosa interessa al compratore, altrimenti fallirebbero subito. Poi c’è chi, in quanto capace e creativo, si toglie lo sfizio di creare qualcosa di unico, nel senso che rimane unico , ma non commerciale, proprio per i costi e perché non fruibile dai più. Capucci ha creato alcuni abiti che erano proprio sculture, invendibili, ma con un fine ben diverso dal commercio poiché nessuno li avrebbe comperati.

E’ chiaro che si possono vendere e acquistare anche opere d’arte difficili, ma è la finalità con cui sono state create che sono diverse. A volte penso a fotografi ‘famosi’ che hanno fatto foto ‘sociali’ davvero forti per industriali, che a me personalmente sono sembrate più una spettacolarizzazione della morte, che un messaggio sincero, anche perché gli occhi che li osservavano in giro per la città, non erano solo occhi di adulti, ma di bambini e di questo nessuno ne ha tenuto conto. Sperando che fossero accompagnati da genitori intelligenti che potessero spiegare.

Nessun industriale avrebbe messo a repentaglio la propria produzione, senza aver prima testato il mercato, l’umore della gente e la tendenza. Forse bisognerebbe dire che il vero ‘artista’ è stato l’industriale più che il fotografo….e su questo do ragione al critico. Tutti possono essere artisti nel loro genere 🙂

E con questo chiudo il discorso, ma lo dovevo ad Andros.

Considerazioni sul dibattito ‘Artista e sistema’ con Andros e critico

 

Nel momento in cui viene pubblicizzato un dibattito ‘Artista e sistema’ è normale che ognuno poi faccia le proprie considerazioni. Sinceramente mi è sembrato che il critico si arrampicasse sugli specchi cambiando sempre tema per il timore che l’intervento di Andros con le sue verità arrivasse come un boomerang.

Andros insisteva sul fatto che la figura dell’artista fosse del tutto scomparsa e sulla scena erano altri che gestivano il tutto : curatori , galleristi , critici , collezionisti ecc.

Personalmente condivido questo, e non si può far finta di non vedere che neppure da morti artisti anche famosi non esistano e vengano usati per veicolare opere fasulle e situazioni che nulla hanno a vedere con l’artista in questione. E se non fosse tragico comica la questione bisognerebbe cospargersi il capo di cenere. Uno tanti esempi ‘ I falsi Modigliani esposti al Ducale di Genova’ .
Mi sembra che il povero Modigliani non avesse nulla a che fare…Il protagonista è un certo sistema , con annessi e connessi, nomi e cognomi, senza ovviamente fare di tutta un’erba un fascio, ma questo non si può fare finta di ignorare. E tanto per rinfrescarsi la memoria :

http://www.ansa.it/liguria/notizie/2019/03/27/una-rete-americana-dietro-le-mostre-con-i-falsi-modigliani_78d06744-03c9-4661-9c32-c8c48aed3e26.html

Altro punto che mi ha fatto pensare è che il critico, arrampicandosi sugli specchi, almeno dal mio punto di vista perché non era pertinente al tema, affermava che le nuove tecnologie o nuove espressività sono l’espressione del nostro tempo. Forse per gli artisti che cura lui…
Forse non si è accorto che ci sono artisti che vivono in paesi con un tessuto sociale disastrato, non avendo nulla a portata di mano di questo genere e
si esprimono con quello che hanno a disposizione. E non sono artisti del secolo scorso, ma del nostro secolo o non hanno il diritto di essere artisti?

C’è gente che si esprime con quello che gli necessità, magari con il sogno pur essendo passati attraverso guerre e oppressioni di diverso genere. Che vogliamo fare ,impedirgli di sognare un mondo migliore se pur in maniera poetica?
Riporto delle frasi di Gino De Dominicis che per me era intellettualmente onesto :

Frasi di Gino De Dominicis, 1969-96, raccolte da Cecilia Torrealta

Oggi, tra i tanti “rovesciamenti”, si perpetua anche nell’arte una percezione del tempo rovesciata; l’arte e gli artisti contemporanei infatti si considerano e sono considerati moderni, mentre venendo dopo tutto ciò che li precede, dovrebbero sapere di essere più antichi.

Il disegno, la pittura, la “scultura”, non sono forme di espressione tradizionali, ma originarie. Quindi anche del futuro.

Io sono sicuramente più antico di un’artista egiziano.

Il pubblico, all’opera d’arte e all’artista preferisce la “storia dell’arte” e “gli artisti”.

L’unico nomadismo riscontrabile nelle mie opere è che qualche volta sono state trasportate fuori da Roma per una mostra.

Non bisogna mai scambiare gli artisti per dei modelli, e tantomeno un modello, o una modella, per un artista.

In America, e di ritorno in Europa, hanno preso alla lettera la “posizione” di Duchamp pensando che fosse un modello da imitare e che il suo fosse un modo alternativo e moderno di fare arte. In realtà era solo il modo di Marcel Duchamp.

L’arte riguarda il genio e il suo spazio è quello della verticalità: non si muove orizzontalmente da destra a sinistra, o viceversa, ma si sposta, immobile, dall’alto verso l’alto.

L’affrettarsi a voler storicizzare “in diretta” l’arte contemporanea e il piazzarla immediatamente nei Musei, nasce dalla paura del giudizio dei posteri.

Continua…..

‘Alice nel paese dei pinocchi’ + apoesia di Andros

Ridimensiona diAlice t2

‘Alice nel paese dei pinocchi’

tecnica mista

di

Rossana Ruffini

 

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Un bimbo per mano

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Siamo adulti e cresciamo

tenendo un bimbo per mano.

.

Siamo adulti adulterati

da pensieri logorati,

diffidenti e indifferenti,

con progetti contrastanti.

.

Siamo adulteri di noi stessi,

in una realtà che ci lascia perplessi;

rifiutiamo ciò che siamo,

non ci piace, lo neghiamo.

.

Siamo adulti e cresciamo

tenendo un bimbo per mano,

se solo capissimo poi

che quel bimbo siamo noi.

ANDROS

http://www.androsophy.net/

.

Tratto da 

‘Borborigmi diversi’

da un fascicolo di apoesie che Andros mi aveva gentilmente regalato facendomi comprendere quanto i linguaggi espressivi possano sembrare diversi, ma sono spesso simili.

 

 

‘Sospesa fra cielo e terra’+ G. Gaber

Sospesa tra cielo e terra  (2)

‘Sospesa fra cielo e terra’

olio su tela + foglia d’oro 80×90

di

Rossana Ruffini

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   nell’infinito

    oltre gli spazi

  costretti

                                                                                                                 
    la verità      di                      

                             me     nel dubbio  

  di

   sé

  .

    R.R.

 .

https://youtu.be/2YT_U9j32aI

‘Quando sarò capace di amare’

GIORGIO GABER

Andros c’è- ”Super-Ficiality”

Pensiero personale : chissà se realmente la maggior parte della gente capiva quello che volevi comunicare. Chissà quanti giudizi superficiali…..

andros-bellezza1a

Beauty will sell off the world
La bellezza svenderà il mondo

Puzzle painting by Andros
Oil on extruded polystyrene – 28×40″ – 2006
Olio su polistirene estruso – 70×100 – 2006

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Sur-face: Hate

Painting by Andros
Oil words on wood panel – 33″x44″ – 2011
Parole a olio su tavola – 72×110 – 2011

Super-Ficiality

Questa linea guida trae spunto da una serie di dipinti iniziata nel 2011. Opere dipinte con le parole, che infatti descrivo come “parole a olio su tavola”, dove a un’immagine gradevole, positiva, di volti belli o sorridenti, si contrappone la durezza e la negatività delle parole di cui l’immagine è composta, parole come odio, rabbia, violenza, razzismo, eccetera.
A sottolineare come quello che gli altri danno a vedere, o che noi stessi diamo a vedere agli altri, possa essere mistificatorio, e come fermarsi in superficie possa essere rischioso.
Mentre le mie sculture tendono ad “allontanare” il pubblico con delle immagini forti, sgradevoli ed esplicite, anche se i contenuti possono essere al contrario di speranza, di riscatto o di ribellione per una condizione, questi dipinti fanno l’opposto, attraggono il pubblico con la gradevolezza dei volti che rappresentano, e solo dopo, e osservando i dettagli, questo può rendersi conto della durezza del messaggio, ancora più disturbante perché ambiguo rispetto all’immagine che va a comporre.
Superfici e superficialità quindi, opere bidimensionali, lavori che sono superfici e indagano la superficie e quello che nasconde. Un gioco di rimandi, di ribaltamenti e di metafore, dove l’immagine ammette di non essere solo quello che sembra essere.
Di “Super-Ficialità” fanno parte varie opere: la serie di dipinti “Sur-faces”; le elaborazioni digitali; le fotografie, i collage; le “Pubblicità Regresso” preparate nel 2002 partendo da alcune mie sculture; parte della serie di dipinti su sfondo nero “Pain-Things”, realizzata tra il 1996 e il 2002, e altre a venire.

ANDROS

http://www.androsophy.net/

http://www.androsophy.net/category/a-andros-art/super-ficiality-super-ficialita/

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‘Silenzio di viole’

Silenzio di viole

di

Rossana Ruffini

                                                                  saziata di luna.

                        

                             il giorno  

                                                  si    

                                                         risveglia                           

                            visioni

                   in              

         sfumature  

 multiple

                                                            rappresentazione

                                                                   naturale

                                                       in        silenzio       di viole

                                                                          .

                                                                        R.R

                                                                           –

  https://youtu.be/Pd_Kti6jvy8

   keith jarrett koln concert

Falsi Modigliani e riflessioni sul tema

http://www.ansa.it/liguria/notizie/2019/03/27/una-rete-americana-dietro-le-mostre-con-i-falsi-modigliani_78d06744-03c9-4661-9c32-c8c48aed3e26.html

Mi sto occupando da giorni di un artista che, per cause che solo lui può sapere, ha deciso di non essere più di questo mondo.

Un artista che stimavo tantissimo, la cui onestà intellettuale era cosa rarissima ai tempi nostri, un artista che ha dato veramente tanto per la ricerca della verità e per la passione che aveva per l’arte. Ma forse la verità che tanto ricercava si è tramutata in un boomerang per lui.

Oggi mi è capitato di leggere gli sviluppi sulla mostra dei falsi Modigliani. Già si sapeva cosa gira intorno all’arte, ma a volte penso ad artisti che con grande onestà intellettuale (veramente rari) portano avanti con fatica e delusioni l’arte in cui credono, per poi magari sentirsi fuori posto e inutile zavorra in un ambiente che è oramai sfatto e non ha più niente da dare che non sia solo menzogne e gioco di soldi….

Rimettiamo le cose a posto : i veri falliti sono questi manipolatori d’arte che hanno portato allo sfascio tutto quello che avrebbe dovuto essere preservato con cura e onestà intellettuale.

Da non dormire alla notte se pensassero cosa lasciano in eredità alle future generazioni!