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Andros – ”Storia dell’artista”

gennaio 12, 2016
Sono usciti attualmente libri sull’arte contemporanea, su chi la gestisce, sulle contraddizioni e speculazioni della stessa, o semplicemente scritti da chi segue la tendenza e il suo mercato e lo presenta come fosse la sola verità.
 
Libri difficilmente scritti da artisti che forse potrebbero avere una versione più lucida e vissuta sulla propria pelle e anche meno inquinata.
Vi consiglio di leggere l’articolo al link qui sotto, estratto dal libro di Andros ‘’ Storia dell’artista’’. Una verità descritta da un punto di osservazione di competenza e di onestà intellettuale : merce rara.
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Andros-Il-filo-del-discorso1

”Il filo del discorso”

opera di Andros

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http://www.androsophy.net/il-principio-delliceberg/

tratto da

”Storia dell’artista”

scritto da

ANDROS

http://www.androsophy.net/

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2 commenti
  1. Letto. Gli spunti sono interessanti, ma della funzione sociale dell’arte è da più di 40 che si celebra la morte. Secondo il mio modesto parere la questione è posta male. Bisognerebbe cominciare ad interrogarsi come dare spazio al sottobosco artistico che rimane purtroppo in ombra in un sistema fortemente orientato al mercato.
    Ciao e buonaserata

    • Grazie del commento!

      Forse la morte della funzione sociale dell’arte risale da molto, molto più tempo da quella citata da te. Comprendo anche che è riduttivo leggere solo un articolo che rimane isolato dal resto del libro e che ovviamente completa il tutto. Tentativi per dare spazio ad artisti sommersi ce ne sono stati in anni pregressi e non si è ottenuto quasi nulla. Quindi la risoluzione del problema non è semplice.

      Non so se la visone complessiva dell’artista che ha scritto il libro (anche al di fuori del libro) è differente o simile alla mia. Provo a spiegartela.

      Siamo subissati nell’era di internet da immagini, da parole gonfiate, tanto fumo e poco arrosto, ma esistono anche persone serie. Critici, opinionisti di svariata natura, ottima, scadente o semplicemente ‘cosa si deve fare per trovarsi un lavoro per renderlo credibile’ e galleristi seri o inventati della serie poco fa elencata.

      Idem dicasi per tanti artisti, fermo restando che dovrebbero essere loro a trascinare o a coinvolgere i sopracitati e non a farsi prevaricare dagli stessi, con tutti i meccanismi a volte ‘perversi’ che spesso comportano : mancanza di visibilità per chi vuole intraprendere la propria strada in piena libertà espressiva e onestà intellettuale senza essere manipolati da altro in maniera indecente
      .
      La manipolazione della altrui libertà , sia creativa che di pensiero di un artista, per il mio punto di vista, rientra nell’indecenza ….

      Ci sono alcuni che appena mettono piede nell’ambiente, modesto o di rilevanza che sia, si pongono il problema anche di forza nel riuscire a non farsi contaminare da certe situazioni. C’è chi supera muri invalicabili rischiando anche di stravolgere la propria ricerca adattandosi alle mode….ecc. ecc. e cambiando tutto quello in cui aveva creduto, ma altri che non ce la fanno proprio….per ovvie ragioni.

      Per me l’unica cosa che rimane da fare è trascinare altri che hanno la tua stessa visione, per empatia, in una forma di catena, anche se ristretta, anche se si crea in maniera totalmente differente perché dovrebbe essere la curiosità a spingere un artista ad interagire con un altro artista per assorbire le diversità che completano e soprattutto sono da stimolo, ovviamente al difuori delle proprie convenienze personali.

      Una volta, se non vado errando, tu hai scritto che ai giorni nostri non esistono più i movimenti. I movimenti ci sono, anche se poco visibili e differenti e sono movimenti di pensiero che uniscono alcuni pur nelle diversità operative, ma pensare di trovare una risposta o una soluzione a tutto questo è davvero difficile anche per colpa di alcuni artisti , perché pensano più al loro Ego che a tutto all’insieme di problematiche varie che dovrebbero unire invece di dividere.

      Ma alla fine, anche se in pochi, qualcosa rimane di costruttivo e non solo distruttivo.

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